DIPENDENTE AFFETTO DA DISABILITA` VESSATO DA ANNI DA ENTE PUBBLICO
Sembra assurdo pensare che nella provincia di Ancona, come d’altronde dovrebbe essere inconcepibile in qualsiasi altra parte del mondo, si possano verificare episodi sistematici di vessazione verso una persona che ha solo la colpa di lavorare onestamente, pur avendo delle oggettive difficoltà fisiche che lo connotano nelle categorie protette ex lege. I dati indicano che circa 1,5 milioni di lavoratori in Italia subiscono sul posto di lavoro diverse forme di mobbing. Dietro a questo numero ci sono persone che soffrono e patiscono disagi importanti, in primis violenza psicologica correlata ad uno stato di ansia cronico, che inevitabilmente riversano all’interno del proprio nucleo.
Il 19 maggio c.m. accompagnato ed assistito dall’Associazione Culturale Cristiana “Dignità e Lavoro” APS specializzata nella prevenzione del disagio sul lavoro e dallo Studio Legale che lo segue, il lavoratore si è presentato, nonostante tutto, presso il Tribunale di Ancona per chiedere che sia fatta giustizia della situazione vissuta da anni e soprattutto porre fine a questa situazione drammatica.
C’è da fare un encomio al lavoratore che ha trovato il coraggio di rompere il muro del silenzio ed opporsi a questa forma “vigliacca” di violenza. I dati ci dimostrano, infatti, che molti uomini o donne non hanno il coraggio di fare il passo della denuncia anche perché non trovano interlocutori qualificati che li assistono in questo delicato passo.
A tutti coloro che sono vessati sul posto di lavoro rivolgiamo l’invito a non desistere nel tutelare la propria Dignità e con essa i propri diritti fondamentali.
In conclusione va riferito, a supporto della denuncia effettuata, che la normativa civilistica e penale, di tutela della prevenzione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, pur non prevedendo direttamente la tipizzazione di queste forme di violenza quale “il mobbing”, stabilisce comunque pene severe, sia in capo a chi cagioni lesioni alla salute del lavoratore, sia in capo a chi dovrebbe garantire il rispetto delle norme prevenzionistiche, statuite nel D.Lgs. n. 81/08, cosiddetto TUSL.
Altra nota incoraggiante è che a livello giurisprudenziale si sta, giustamente, formando un orientamento che vede riconoscere indennizzi importanti ai lavoratori lesi.
Il Presidente Il Vice Presidente
f.to Dr. Valentino Tesei f.to Dr. Francesco Freddi