Obbligo vaccinale dipendenti della sanità.
Lettera aperta all’Assessore Regionale alla Salute
Dr. Filippo Saltamartini
E’ di questi giorni l’invio della comunicazione a mezzo a/r ai dipendenti ASUR Marche per richiamare l’obbligo vaccinale anti Covid-19 come da Decreto-legge, n.44 del 1 aprile 2021.
Sul tema, purtroppo in un silenzio assordante ed in solitaria, abbiamo molto da evidenziare come Associazione Culturale Cristiana che difende la Dignità dei lavoratori diverse criticità.
Nell’ordine rileviamo quanto segue:
– le modalità scelte, lettera a/r, per richiamare “i disobbedienti in prima battuta” rappresenta uno strumento inefficace per “convincere” e rispondere ai tanti dubbi dei dipendenti interessati, se questo era l’intento convincere a chi è obbligato ex lege;
– discutibile è che la gestione di tale servizio è stata affidata ad una ditta esterna privata di Catanzaro, tal Komunika srl, a cui non risulta essere stato dato dai dipendenti medesimi la liberatoria al trattamento dei propri dati personali. Suscitano, inoltre, perplessità sui risparmi conseguiti con tale esternalizzazione, quando pare evidente che la gestione interna di tale servizio di comunicazione fosse più economica;
Va considerato, inoltre, che il Testo Unico D.Lgs. 81/08 che tutela, tra l’altro, il benessere psico-fisico dei lavoratori al pari delle persone esterne all’Azienda che con essa interagiscono, come rileva la giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione, individua nel Medico Competente la figura deputata alla corretta valutazione dei rischi attinenti la sorveglianza sanitaria. A nostro avviso andavano, quindi, individuati dei profili di rischio per fasce di dipendenti in considerazione del loro profilo professionale e delle funzioni svolte nel Servizio di assegnazione.
Lasciare fuori quindi il Medico Competente che ha comunque indubbie responsabilità legate alle prerogative che la legge gli affida, ci lascia sgomenti quale Associazione di tutela.
L’obbligo di vaccinarsi, oggi parificato al trattamento obbligatorio sanitario, vista la contingenza dell’attuale pandemia SARS-COV-2, andava quindi gestito coinvolgendo congiuntamente gli attori deputati ex lege D.LGS.81/08, in primis il Medico Competente e il Servizio di Prevenzione e Protezione, essendo il vaccino uno strumento di prevenzione.
Per essere concludenti riteniamo doveroso per l’Azienda, l’ascolto necessario dei dipendenti della Sanità Pubblica e Privata, per quello che hanno fatto e fanno per aiutare la popolazione a fronteggiare la pandemia vissuta da tutti. Questi “eroi” meritano tutti di essere ascoltati, a partire da coloro che hanno riserve e dubbi sulla vaccinazione resa coatta, e vanno quindi incontrati e non criminalizzati, creando momenti di confronto con figure professionali adeguate, quali medici psicologi, che possano in molti casi sciogliere le riserve del caso.
La stessa procedura, infine, che prevede la richiesta di una liberatoria da responsabilità legali legate alla vaccinazione, suona singolare e parossistica nel caso di dipendenti che contro la propria volontà, pena sospensione dal luogo di lavoro, devono vaccinarsi.
Intervenire su quanto rappresento sarebbe un’azione di giustizia e di buon senso.
Il Presidente Dr. Valentino Tesei
Il Segretario Dr. Francesco Freddi