COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
SIGLATO IL PROTOCOLLO DI INTESA A TUTELA DEI POPOLAZIONE E DEGLI OPERATORI SANITARI, CONTRO LA “CULTURA DELLO SCARTO ”
TRA LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO QUALIFICATE “ASSOCIAZIONE CULTURALE CRISTIANA – DIGNITA’ E LAVORO” e TRIBUNALE DEL MALATO CON LA PRESENZA COMITATO DI DIFESA DELL’OSPEDALE “CARLO URBANI” DI JESI
SANITA’: APPOGGIO ALLA RICHIESTA DI COMMISSARIAMENTO DELLA SANITA’ REGIONE MARCHE
Viene siglata in data 23 marzo 2022 alla presenza della stampa il PROTOCOLLO D’INTESA tra le Associazioni di VOLONTARIATO QUALIFICATE: “ASSOCIAZIONE CULTURALE CRISTIANA – DIGNITA’ E LAVORO” APS e TRIBUNALE DEL MALATO con la presenza del COMITATO DI DIFESA DELL’OSPEDALE “CARLO URBANI” DI JESI.
Il protocollo vuole rispondere ai mille problemi che la popolazione, incontra quotidianamente usufruendo dei Servizi Sanitari nella nostra Regione, e rappresenta, al tempo stesso, una reale opportunità di prevenzione e di cura della salute pubblica e degli operatori sanitari stessi. Non è un mistero, infatti, che i Servizi Sanitari non riescono più ad evadere la domanda di cure della popolazione per carenza strutturale di organico, legata per lo più ad un anacronistico minutaggio per paziente, non più tarato sulla realtà, e ad una cattiva gestione della Spesa pubblica. E’ emblematica, in proposito la situazione delle Specialistiche territoriali, che presentano tempi medi di attesa, di erogazione della prestazione, di 6-8 mesi, salvo probabili rinvii ad ulteriori 6-8 mesi, per motivi non giustificati all’utente, e distanze di percorrenza superiori anche ai 100 km, e la situazione DEFAULT del nostro Sistema di Emergenza-Urgenza dell’Area Vasta 2, vedi Pronti Soccorsi.
Assistiamo da anni allo smantellamento del Servizio Sanitario Regionale, sia ospedaliero che territoriale, frutto a nostro avviso di una resa incondizionata delle Istituzioni regionali e locali di ambito, che comporta di fatto maggiori costi a carico dei cittadini, che devono districarsi tra i numerosi buchi delle reti cliniche “arrangiandosi” come possono tra Servizi pubblici, privati convenzionati e privati tout court.
Certamente a tale contesto ha pesato, ulteriormente, l’emergenza epidemiologica tutt’ora in atto, da COVID 19, che ha acuito la distanza tra la popolazione utente ed i servizi sanitari essenziali, c.d. L.E.A..
Vogliamo, pertanto dare voce, con il suddetto protocollo, alla popolazione tutta e in special modo alle categorie più fragili, come sono ad esempio quei i malati con patologie croniche o cronico/degenerative assistite a domicilio. Questa categoria attualmente è di fatto a carico delle proprie famiglie, un esempio su tutti è fornito da tutti quei pazienti con incontinenza cronica, per vari motivi clinici, a cui negli anni sono stati ridotti del 50 % gli ausili sanitari, pannoloni, messi sempre a carico del malato stesso.
Riguardo il tema della fragilità, intendiamo parlare anche delle Strutture Sanitarie, intese come possibilità di accesso alle stesse senza barriere, in piena autonomia. In proposito è ben nota la situazione di degrado offerta dalle Strutture Sanitarie Territoriali presenti sul territorio dell’Area Vasta 2, come ad esempio e ripetutamente segnalato negli anni, anche da forze politiche comunali e regionali, è accaduto per il Distretto/Poliambulatorio sanitario di Jesi, sito in Via Guerri, dove nulla è mai stato fatto. A tutt’oggi, infatti, la Struttura non consente l’acceso in autonomia alle persone fragili, e rimane simbolo di un cultura dello scarto riguardo le stesse, come ben richiamato dal Santo Padre, Papa Francesco.
Vogliamo ritornare a parlare della gestione dell’emergenza/urgenza riguardo i PP.SS. dell’intera Area Vasta 2: di Jesi, dove noi come ACCDL e il Tribunale del Malato abbiamo presentato diverse richieste di intervento, e di Fabriano, per l’emergenza/urgenza pediatrica, e di Senigallia.
La drammaticità della situazione in cui versa la nostra Sanità Regionale emerge in tutta la sua gravità nella scelta, singolare, (come per altro già accaduto nel 2020, nel caso della Casa di Riposo di Cingoli), di chiedere la “gestione” della stessa Sanità Regionale, alla Marina Militare, che ha respinto, questa volta, la richiesta liquidandola a mera incapacità gestionale e di programmazione in capo all’Area Vasta 2, come denunciato, sulla stampa, dalla CISL.
Inoltre, con lo stesso protocollo d’Intesa siamo a chiedere, una reale riorganizzazione delle prestazioni ospedaliere che sia più rispettosa del confort e della Dignità degli operatori sanitari e degli utenti. Cosa che oggi, ci sentiamo di confermare, non avviene.
Sulla Dignità di operatori sanitari e popolazione utente, l’Associazione Culturale Cristiana “Dignità e Lavoro” qualificata in materia di tutela della Salute e della Sicurezza, nonché soggetto audibile presso la competente II Commissione Regionale Permanente, ha molto da dire perché non riteniamo accettabili le condizioni in cui sono costretti a lavorare gli operatori sanitari nella nostra Area vasta 2.
Ben 10 anni di svolgimento delle funzioni di rappresentanza dei lavoratori a tutela della loro Salute e Sicurezza sono stati messi da parte dal Datore di Lavoro Asur Marche, con un provvedimento improprio e imbarazzante, perché mette a conoscenza le Parti Sociali.
Il problema principale che emerge, ora, è che il soggetto con cui avere un confronto cioè lo staff della Sanità Regionale, ha ammesso le sue difficoltà, chiedendo al Presidente del Consiglio Dr. Mario Draghi di essere aiutati nella gestione della Sanità Marchigiana, che non si può non leggere come una richiesta di Commissariamento.
All’Assessore Regionale Dr. Filippo Saltamartini va, da una parte, riconosciuta un’onesta intellettuale nell’ammettere, con tale richiesta le enormi difficoltà in cui versa la nostra Sanità Regionale, ma al tempo stesso va preso atto che il suo Staff non riesce a fronteggiare le criticità sanitarie, in primis dell’Emergenza–Urgenza.
Difronte a tale scenario, ci sentiamo come Associazioni di tutela della popolazione e dei lavoratori tutti, di appoggiare la richiesta fatta a Draghi dalla Sanità Regionale, che rimarchiamo, suona inequivocabilmente come una richiesta di Commissariamento, facendoci parte attiva della stessa.
Per quanto concerne le tante problematicità, sopra descritte e richiamate nell’allegato Protocollo d’Intesa, di cui vogliamo farci carico a nome e per conto degli operatori sanitari e dei cittadini utenti, chiediamo al Governatore della Regione Marche Dr. Acquaroli di essere ascoltati nel merito delle stesse e il dovuto azzeramento dei componenti di emanazione aziendale Asur e Sindacale, del Comitato Regionale di Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza ex art.7 del D.lgs.81/2008. Questo perché i fatti, purtroppo, parlano chiaro, e ci restituiscono un totale fallimento di questo importante Comitato di garanzia.
Singolare è, a nostro avviso, che le stesse Organizzazioni Sindacali CISL-CGIL-UIL hanno denunciato come la sicurezza sul lavoro sia la “cenerentola” dei servizi sanitari, ammettendo il fallimento dell’Area Vasta 2, nel cui tavolo di contrattazione regionale e Aziendale decentrato siedono le stesse Organizzazioni Sindacali, oltre alle altre presenti.
Difronte a tale scenario, quali Associazioni di tutela responsabili, siamo a sollecitare la legittima richiesta di cambiamento che non deve essere tradotta, come sempre accade, in più finanziamenti a pioggia, bensì in un miglioramento dell’efficienza della Spesa Sanitaria, che sia dirottata, pertanto, nell’erogazione di Servizi Sanitari reali alla Popolazione.
E’ buona norma, infatti, prima di mettere ancora le mani sulle tasche dei cittadini utenti, fare una gestione adeguata della spesa in cui la stessa venga ottimizzata, tagliando tutto ciò che è improduttivo nell’organizzazione aziendale, privilegiando i Servizi alla malato. In tal senso, le economie ridistributive dovranno essere investite in un potenziamento del personale sanitario medico, infermieristico e sociosanitario dedicato alla cura popolazione utente, sia a livello ospedaliero che territoriale, con particolare riguardo al settore dell’Emergenza Urgenza che in palese difficoltà.
Noi, come Associazioni di cittadini pronti a fare, continuiamo ad offrire la nostra disponibilità, nonostante le porte sbattute in faccia, in attesa di un confronto serio con le Istituzioni Regionali, per aggredire le tante criticità di cui siamo i portavoce.
Caos Pronto Soccorso: «Da Saltamartini una resa incondizionata» 14/03/2022
Il capogruppo regionale PD Maurizio Mangialardi commenta le parole dell’assessore regionale Filippo Saltamartini, secondo cui la situazione causata dalla carenza di personale sanitario può essere risolta solo da un intervento del governo Draghi